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Più spazio sulla stampa ai gruppi teatrali amatoriali

Scritto da Adri | Mercoledì 7 Novembre 2007 | alle ore 18:52

Mi sono sempre chiesta perchè i gruppi amatoriali non ricevano la stessa ospitalità e attenzione sui giornali delle compagnie professionali! Se l’informazione imparziale  esiste ancora, ma soprattutto se l’informazione serve ancora a qualche cosa,  allora questa disparità di trattamento non dovrebbe esserci. Mi chiedo e vi chiedo quale sia la differenza tra un attore professionista e uno amatoriale. Secondo me il professionista è quello che vive e sopravvive di e con il teatro, il  suo recitare è la sua professione; ed è per questo che le sue ore lavorative giornaliere sono dedicate alla studio dei testi e  alla preparazione del personaggio.  Anche l’amatoriale studia, si prepara e cerca di dare  sulla scena il meglio di sè, ma la sua professione, quella con la quale mangia,  è un’altra. Partendo, naturalmente, dal presupposto che entrambi abbiano un minimo di capacità recitative, la  differenza sta  nelle ore che ognuno  dedica alla preparazione.  Dopo aver fatto otto o dieci ore di lavoro l’attore professionista va a dormire o va a divertirsi; dopo aver fatto otto o dieci ore di lavoro, l’attore amatoriale si dedica al lavoro teatrale, sacrificando le   ore libere o il tempo che vorrebbe dedicare alla famiglia. Indubbiamente lo fa volentieri, ma a volte un po’ di attenzione non guasterebbe, anche solo nella divulgazione puntuale degli appuntamenti, per dare al pubblico che segue questi spettacoli, la possibilità di sapere dove le compagnie amatoriali si esibiscono.

Categoria: Editoria, Prosa |

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