"Così è (se vi pare)" di Luigi Pirandello

Omaggio a Luigi Pirandello a 80 anni dalla sua morte con la proiezione della commedia "Così è (se vi pare)" inserita negli appuntamenti della Grande prosa in video.
L'incontro ha fatto parte della rassegna UN SIPARIO APERTO DA 20 ANNI che abbiamo organizzato in occasione del ventennale dell'Associazione Culturale Udine Sipario (1996_2016).

La rassegna è stata inserita tra gli appuntamenti di UDINESTATE 2016 del Comune di Udine.

Il prof. Pietro Mastromonaco ha introdotto, attraverso il video, le problematiche esistenziali del testo ''Così è (se vi pare)'', una delle opere più significative dello scrittore e poeta italiano. In questo testo Pirandello affronta il tema dell’impossibilità di conoscere la verità dal momento che la verità non è ''una'', ma è ''molteplice'', come molteplici sono i punti di vista umani. L’uomo cerca di fissare in forme stabili il flusso incessante della vita, senza però rendersi conto che la realtà è senza fine e si manifesta in forme sempre diverse.

Trama
L’opera di Pirandello inizia con l’arrivo in una cittadina di provincia di una strana famiglia che suscita i pettegolezzi degli abitanti del paese e che scampa miracolosamente al terribile terremoto della Marsica. Si tratta del Signor Ponza e della suocera, la Signora Frola, e della moglie del signor Ponza, mai avvistata veramente da nessuno, ma comunque sulla bocca di tutti. Il trio viene così trascinato nei vari pettegolezzi sorti in paese. Il Signor Ponza e la sua coniuge vivono in periferia, mentre la Signora Frola vive in un’abitazione sita in centro città. Corre voce che il Signor Ponza sia raffigurato come un ''mostro'' che impedisce alla Signora Frola di vedere la figlia tenuta chiusa a chiave nella propria abitazione. Nessuno, in paese, riesce a spiegarsi il perché. Alla discussione prendono parte, in fase iniziale, la Signora Amalia Agazzi, sua figlia Dina e il fratello Lamberto Laudisi, ma in seguito una schiera di amici si ritrova nel salotto di casa Agazzi per tentare di risolvere la questione e scovare la verità su questa strana famigliola. Solo il cognato Laudisi difende a spada tratta i nuovi arrivati, dichiarando l’impossibilità di conoscere realmente gli altri e, più in generale, di comprendere la verità assoluta. Nel tentativo di risolvere l’enigma, il consigliere Agazzi organizza addirittura delle ricerche in Prefettura per cercare dei documenti che possano testimoniare a favore del Signor Ponza o della Signora Frola, ma ogni documento è andato distrutto durante il terremoto; infine, esausto della situazione, programma un incontro tra suocera e genero, ma ne derivano solo scene di concitata violenza. Vengono quindi interrogati la Signora Frola e il Signor Ponza ma con scarsi risultati e generando un’ulteriore confusione tra i presenti alla discussione. La Signora Frola si giustifica all’interrogatorio, affermando che suo genero è pazzo e crede di essere rimasto vedovo e di essersi risposato con un’altra donna che non avrebbe nessuna parentela con lei; dall’altra parte, il Signor Ponza sventola ai quattro venti la pazzia della suocera. La Signora Frola sarebbe impazzita a causa della perdita della figlia Lina, sua prima moglie, e attualmente sarebbe convinta che Giulia (la sua seconda moglie) sia la sua attuale figlia, purtroppo scomparsa prematuramente. Per questo motivo, i due coniugi avrebbero messo in atto una serie di precauzioni per tener viva l’illusione nella donna. Le due versioni contrastanti generano ancora più confusione. Non resta allora che interrogare la Signora Ponza. Nell’ultimo atto, dopo una vana ricerca di prove certe tra i superstiti del terremoto, a casa di Agazzi arriva la moglie del Signor Ponza, l’unica in grado di risolvere l’enigma, nel tentativo estremo di far conoscere a tutti la verità. Ma anche la Signora Ponza genera confusione: con il viso coperto da un velo nero, ribadisce di essere al contempo sia la figlia della Signora Frola che la seconda moglie del Signor Ponza, lasciando tutti nello sconcerto e affermando di non essere nessuna: ''Io sono colei che mi si crede'', non svelando a nessuno la sua vera identità. In ultimo interviene Lamberto Laudisi che, dopo una sonora risata che lascia tutti attoniti, con uno sguardo di sfida derisoria nei confronti di tutti i presenti, chiude la scena con la seguente frase: ''Ed ecco, o signori, come parla la verità! Siete contenti?'', lasciando ancora l’enigma irrisolto. (fonte http://cultura.biografieonline.it) 


 

data: Sabato 23 luglio 2016
luogo: Caserma Osoppo - Udine
organizzazione: Associazione Culturale Udine Sipario
in collaborazione con: Comune di Udine